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Test Miostatico e l’essenza del Coaching Neurolinguistico.

Appuntamento con la Coach

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Il Test Miostatico secondo Besser-Siegmund
la via più breve verso la soluzione

La componente di Coaching innovativa, la colonna portante del Coaching Neurolinguistico e la sua ricerca scientifica.
Seminario di Formazione certificato NLC 1 e 2 giugno 2019
Roma, via Monte Giordano 36
iscrizioni: info@ottodeit-akademie.com

Il seminario è un metodo di Associazione per il Coaching Neurolinguistico, NLC  (NLC si occupa di ricerca scientifica nel Coaching e nelle terapie brevi)
Durante il workshop i partecipanti apprendono come eseguire il Test Miostatico e come integrare questa cosiddetta „Bussola del Coaching“ con i propri strumenti metodologici.
Con il Test Miostatico è possibile definire esattamente un tema di Coaching rilevante, l’applicazione sicura del metodo di Coaching utilizzato e la prova veloce dell’efficacia di un intervento di Coaching. In questo modo si percorre „la via più breve verso la soluzione“.

Il test Miostatico, colonna portante del metodo wingwave, è stato oggetto di…

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“Il fallimento è rivoluzione”

Intervento integrale in occasione dell’incontro del 3 maggio per la presentazione del libro di Francesca Corrado, a Roma, Ludoteche Amelie, organizzato dall’Avvocato Maria Antonietta Schettino, con Francesca Corrado, Economista, autrice del libro, Teresa Burzigotti master Coach e Trainer NLC, Francesca Sauro Psicoterapeuta e il Dott. Giovanni Dell’Uomo .

“Quello che sono oggi non è il risultato di ciò che mi è successo ma di come ho reagito agli eventi della mia vita.” Per questo invece di dar spazio alle esperienze dolorose, oggi parla la persona che è oltre quegli eventi, la persona che ha cambiato la percezione di quelle esperienze; la persona che ha liberato se stessa dagli standard comuni della realizzazione e del successo.
La percezione di un fallimento deriva infatti, anche e spesso, da un’aspettativa delusa, da un’illusione disillusa, propria o di altri nei propri confronti. Vale a dire che il dolore per ciò che si sente come una perdita deriva dal fatto che in partenza si pensava di possedere o di controllare la presenza e la stabilità di quella componente, nella propria vita.

“Fallimento” una parola pesante come un tonfo. Nella Programmazione Neurolinguistica diciamo che non esiste errore ma solo feedback. Significa valutare gli eventi come una risposta ai presupposti, alle condizioni, al contesto, alle circostanze, alle interazioni, alle convinzioni, alle emozioni e ai comportamenti. Quella risposta ti da la possibilità di migliorare, di cambiare i presupposti e tutti gli aspetti correlati che è in tuo potere cambiare, per ottenere una risposta diversa, migliore.

Da wingwave Coach agisco sul “linguaggio Vita” e sui campi semantici di una neuromatrice acquisita, per esempio. Ogni persona ha un modo individuale di interpretare il fallimento. Per uno sportivo che ha perso la gara la parola fallimento potrebbe avere come parole associate il nome di uno stadio, di un avversario, di una città e di un giorno della settimana. Per uno studente che non ha superato l’esame le parole associate potrebbero essere il nome del Professore, della materia, del compagno di banco. Così vado a cercare le parole che le persone associano comunemente al termine “fallimento” e trovo un campo piuttosto vasto nell’accezione negativa: inutilità, rinuncia, incapacità, impotenza, essere in balia di…, vergogna, debolezza, mancanza, difetto, insolvenza, umiliazione, tribunale, disastro, perdita, insuccesso, esito negativo, debito, colpa, scorrettezza, fuga, disonestà, inganno… A causa di questo effetto evocativo generico è importante circostanziarla ad un evento specifico e ai suoi aspetti particolari, per poterla ristrutturare con successo nella mente, e attivare così un effetto streaming positivo e potenziante che rivoluzioni definitivamente la generalizzazione linguistica da negativa a positiva. È la magia del linguaggio.

Anche la scienza ormai dimostra ampiamente come le parole creino e condizionino la nostra realtà. Nel 2007, la Prof.ssa Dr.ssa di Neuropsicologia all’Università di Bielefeld Johanna Kiessler, con una ricerca evidenzia come parole con una forte carica emozionale non solo vengano percepite più velocemente ma restino anche più a lungo in memoria nel nostro cervello, sono le buzz words; “parole stop and go” nel Coaching Neurolinguistico, NLC, secondo Besser-Siegmund. Dalla ricerca della Kißler emerge il ruolo dell’amigdala, una piccola struttura a forma di mandorla nel cervello limbico, nell’associare in frammenti di secondi, specifiche parole a emozioni specifiche, mentre il flusso di dati dai sistemi percettivi raggiunge i centri del linguaggio nel nostro cervello. Il Test Miostatico secondo Besser-Siegmund e la ricerca svolta all’Università dello Sport di Colonia dal Dr. Marco Rathschlag dimostrano come le emozioni influenzino la forza muscolare, generando debolezza quando sono negative e forza quando sono positive. Una evidenza importantissima nello sport.

Pertanto è fondamentale interrompere gli schemi di dialogo interno disfunzionali, bloccanti e negativi che impediscono alla persona di attivare un miglioramento dello stato emozionale e di agire con maggiore chiarezza mentale e distacco rispetto agli eventi occorsi.

E le emozioni come sappiamo sono fortemente connesse con le parole. Pertanto quando la parola “fallimento” viene “associata” alla parola rivoluzione si apre la via alle possibilità di cambiamento e alla scoperta dei propri sensori di soddisfazione e di successo.

Se non mento, non posso essere amato

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Noto ai più, è il mito del giovane, che innamorato di se stesso, cadde nell’acqua in cui ammirava la sua immagine, trasformandosi poi in fiore.
La parola Narcisismo oggi indica quell’atteggiamento di chi si pone al centro del proprio interesse e della propria ammirazione, restando insensibile agli altri e al loro valore e cercando approvazione fino al punto di mentire per ottenerla.

Oggi si parla di strutture narcisistiche su diversi livelli. Dalle relazioni amorose al Narcisismo collettivo, le ricerche e le riflessioni hanno un tratto comune: le strutture narcisistiche presentano anche aspetti positivi, che è necessario recuperare e mitigare nell’ottica di ogni livello relazionale, da quello con se stessi a quello interpersonale, professionale e sociale.

Il corso “Narciso. Dietro lo specchio” lavora su questo concetto: consapevolezza del rapporto con se stessi, recupero della stima di sé, conoscenza delle strutture narcisistiche nelle relazioni con gli altri per imparare a gestirle.

Narciso. Dietro lo Specchio. 23 – 24 marzo 2019. Roma. Palazzo Taverna. Via di Monte Giordano 36. Prenotazioni: info@ilcoaching.net

Primo giorno

Nella mattinata si lavora sulla parte positiva del Narciso, inteso come l’espressione mitica dell’amore per sé, necessario al proprio equilibrio: le tecniche di teatroterapia creano un’atmosfera  giocosa pur nella profondità del tema.   

Nel pomeriggio si affrontano le trappole del Narciso e il bisogno di ampliare  l’amore per sé includendo anche l’altro,  attraverso esercizi e pratiche meditative centrate sull’energia del cuore, centro di equilibrio e di armonia.

Secondo giorno

Nella mattinata si tratta il tema delle relazioni amorose, dell’equilibrio fra amore per se stessi e attenzione per l’altro e di come riconoscere e proteggersi dagli amori negativi che succhiano energia e creano senso di perdita dell’autostima e di vuoto.

Nel pomeriggio trattiamo il tema delle strutture narcisistiche al lavoro, secondo Klaus Eidenschink, Coach e Trainer formato in teologia, psicologia e filosofia che ha fatto di questo tema uno dei suoi lavori centrali. Secondo la sua esperienza, è fondamentale oggi  anche e soprattutto nel mondo del business, il know how sulle strutture narcisistiche, per gestirle con efficacia e per capirne anche gli aspetti innovativi e positivi.

Un corso che fa un gran bene sia a chi partecipa per una crescita individuale e personale o all’interno di una relazione, sia a chi lavora con le persone nel coaching, counselling e nelle relazioni professionali di crescita e sviluppo personale, di carattere olistico, medicina integrata e terapeutica.

Un workshop che porta una conoscenza e un atteggiamento positivo nella gestione di un tema che riguarda tutti gli individui e la società, per essere più centrati in modo equilibrato ed attenti alle necessità emozionali degli altri con un sano atteggiamento di comprensione e di autonomia.

Sulle ali del 2019. Liberi con il wingwave!

Centro Italiano wingwave®

Formazione in wingwave Coaching certificata dai creatori del metodo, certificata TÜV e ISO DIN 29993, licenza internazionale.

Un anno dinamico con il wingwave® Coaching, nell’accademia di specializzazione per Coach Otto Deit Akademie. Continua il tour italiano ed ecco le date più vicine

wingwave®live: sabato 12 gennaio 2019, 18.00 – 20.00
presso Il Cortile della Salute. Via di Monte Giordano 36, Roma

Partecipazione gratuita con prenotazione a:info@ilcoaching.net

Lasciati stupire dal wingwave®live, in diretta con la combinazione geniale delle tre componenti comprovate dalla ricerca e dalla psicologia. Nato da due psicologi e psicoterapeuti, il wingwave raccoglie il know how più efficace nei processi di cambiamento. Vieni a sperimentare.

wingwave®day: domenica 3 febbraio 2019, ore 10.00 – 18.00
presso Il Cortile della Salute. Via di Monte Giordano 36, Roma

Un corso di preparazione al wingwave, attraverso la conoscenza delle sue fondamenta e lo studio e la pratica dei formati di auto coaching…

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Soldi, soldi, soldi…quanto ti costano le emozioni?

arm-wrestling-567950_1920Tutte le persone desiderano il benessere che comprende anche la disponibilità di soldi, tanto quanto basta a soddisfare i bisogni di libertà, sicurezza e potere. Il Coaching con le persone che vogliono aumentare il loro benessere economico, infatti, mi conferma che la sicurezza in ogni evenienza, la libertà di scegliere come vivere la propria vita e il potere di agire secondo le proprie idee, sono alla base del desiderio di ricchezza, piuttosto che l’attrazione per l’accumulo e per i soldi intesi come obiettivo materiale finale.

Ma che succede nella testa dell’aspirante Paperone, quando questo desiderio subisce un’indebolimento e un auto sabotaggio sulla via della realizzazione? Il “Money Coaching”  con il metodo wingwave®, ci fornisce risposte specifiche sui processi sistemico relazionali che le persone attraversano a confronto con il tema “soldi”.

Molti sono le “saggezze comuni” svalutanti rispetto ai soldi:

I soldi non fanno la felicità – Se uno coi soldi fa confusione… stai certo che molti andranno in prigione – Un atleta non può correre con i soldi nelle tasche. Deve correre con la speranza nel cuore e i sogni nella testa – Fai del denaro il tuo dio e ti tormenterà come il diavolo – La gente è disposta a tutto per soldi – Il denaro è la schiavitù moderna…ecc. Ce ne sono a centinaia.

Ma cosa sono i soldi veramente per ogni individuo? E qual è il rapporto personale migliore e più proficuo che ogni persona può sviluppare verso la ricchezza, godendone appieno i benefici mentre segue con chiarezza mentale le proprie priorità valoriali?

Il “Money Coaching” con il metodo wingwave® rileva attraverso l’applicazione del test Miostatico sul “linguaggio Vita” del cliente, i blocchi sistemici che impediscono la realizzazione degli obiettivi di benessere, eliminandoli con l’intervento di Coaching per ristabilire il flusso creativo mentale ed emozionale a confronto con il tema.

La carica emozionale che assumono le parole per ogni individuo dipende da come le esperienze sono archiviate nella neurobiologia. Per questo motivo, per esempio, la parola “abissi” può generare stress in alcuni turisti in crociera e creare ispirazione e curiosità per gli appassionati di immersioni subacquee. Per questo il test Miostatico, una delle componenti del wingwave, ha valore di rilevatore energetico/emozionale su un impianto neurolinguistico, orientato all’individuo e definito come “linguaggio Vita” del Cliente. La ricerca scientifica (Kißler 2007) dimostra che le “parole emozionali” sono registrate più velocemente e rispetto a messaggi verbali di valenza neutrale.

Lavoreremo con il formato “Money Coaching” al seminario di Milano, 29 novembre – 2 dicembre. Il wingwave è un metodo certificato TÜV e ISO a livello internazionale. Sviluppato ad Amburgo all’Istituto Besser-Siegmund, raccoglie l’interesse della ricerca per la sua straordinaria efficacia. Il corso è certificato dai creatori del metodo. iscrizioni info@ilcoaching.net link al corso: Formazione con il metodo wingwave

Il Bancomat dei Desideri

milky-way-1023340_1920Qualsiasi obiettivo tu ti ponga ha a che fare con la tua storia personale. Ogni desiderio alla base di un obiettivo ha a che fare con te nel bene e nel male. Tutto nasce da queste due dimensioni:

  • una proiezione, una visione, sulla base di qualcosa che conosci e che ti è piaciuto, oppure un sogno o un’ispirazione dall’immaginazione della tua infanzia, un processo di modellamento che dura tutta la vita, quindi hai conosciuto qualcosa che ti ha spinto a pensare che quella situazione, quello stato dell’essere, quel traguardo rappresenti qualcosa di meglio, un passo in avanti verso la felicità
  • oppure desideri qualcosa perché rappresenta un cambiamento, una sfida, un incentivo ad uscire da uno stato che dev’essere superato ed elaborato e che ti spinga a sprigionare un’energia tale che ti permetterà di guardare negli occhi le tue paure, i tuoi mostri interiori

Dunque è fondamentale riconoscere che desiderare è un processo profondamente umano, che ha a che fare con la tua storia personale.

Ma come inflenza il desiderio, la nostra società con la sua virtualità, i suoi ritmi, il suo mettere tutto a portata di mano allontanando però l’accesso alle persone vere in carne ed ossa e alle loro emozioni? I rapporti espressi con la lingua di internet, dei social e delle chat sono fatti di brevità e sospesi, intuizioni fugaci di comunicazioni parziali. Il cervello è spinto a completare velocemente i messaggi, a permanere nello sfuggente, nel parziale nella solitudine emozionale lenita da qualche faccetta priva di corpo, gli emoji. Ansie e paure di superamenti e di perdite, passarsi vicino in uno spazio irreale senza mai toccarsi, costruire immagini che ben poco hanno a che fare con la realtà se non per un disperato bisogno di approvazione, se è questo il canale su cui ci si confronta, il desiderio diventa una proiezione nel vuoto.

La dimensione immaginifica, vasta e transpersonale del desiderio, si riduce in questo modo, al conteggio dei like sui social e a quello che degli altri appare ma non si conosce. E pensare che l’etimologia della parola “desiderio” è fra le più belle della lingua italiana. “De sidus” letteralmente la distanza che ci separa dalle stelle, desideriamo perché ci mancano le stelle. Riumanizzare il desiderio implica una serie di predisposizioni emozionali e sentimentali verso il se stesso, l’essere umano che desidera: pazienza, amor proprio, auto osservazione e auto riflessione, meditazione, ricerca del più vasto, dell’oltre il sé, connessioni dei desideri con l’ambiente e con il mondo. Dunque è importante lavorare su questo piano.

Un bancomat dei desideri è quello dell’euforia da consumo, spingi il tasto e tutto arriva, tutto e subito. Innegabilmente appetitosa l’immagine del bancomat dei desideri, che peraltro rispecchia i criteri della simultaneità, cioè diquando il desiderio si avvera subito dopo essere stato espresso, a volte comtemporaneamente come quando diciamo “non ho fatto a tempo a pensarlo che già accadeva”. Esiste perciò anche questo e tuttavia portare la realizzazione di un desiderio al consumo è riduttivo.

L’aspetto ancora più umano è che nel realizzare un desiderio c’è un processo di crescita molto importante, soprattutto per i desideri più grandi di cambiamento per i quali è necessaria una riconfigurazione, una risistemazione, un reinventare se stessi, un attingere alle risorse interne del nostro potenziale per usarle nella maniera più funzionale possibile, più utile e più creativa per quello che vogliamo raggiungere.

Questo processo conduce al confronto con la parte ombra. Qualcuno si tira indietro perché ha paura di affrontare pressioni emozionali e mentali, stati di indeterminazione e crisi dell’essere, e invece di dedicarsi alla considerazione di questi stati come segnali forti del cambiamento, dubita di sé, della qualità dei propri desideri, del fatto che ne sia degno, e quindi li abbandona sulla strada della realizzazione.

Se sei interessato al corso “La Fabbrica dei Desideri” scrivi a info@ilcoaching.net 
Una giornata alle radici del goal setting, in definitiva oltre ogni condizione esterna è la tua disposizione che ti fa vedere una cosa come un problema o come un’opportunità. Ma non finisce lì perché è la qualità dell’opportunità che definisce la qualità del tuo successo, il suo grado di espansione, la sua completezza e le sue chance di futuro.
Vuoi sviluppare una visione completa del goal setting, con aspetti inediti?
Questo workshop è per te! Un intensivo sulle origini del desiderio, che nasce da una duplice funzione del cervello e finisce in un rapporto tutto da costruire con l’ignoto in una dimensione oltre te stesso.

 

Salvato da se stesso

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Quante persone conosci innamorate di se stesse al punto di rovinare rapporti importanti, lavori in ruoli importanti e a volte patrimoni importanti?

Il giovane Narciso innamorato della propria bellezza annega nell’acqua dimentico dell’universo che lo circonda. Il Narcisismo come espressione di una mancanza di empatia verso gli altri e di riferimento quasi esclusivo ai propri desideri e al proprio egosimo è un fenomeno assai diffuso in diverse aree della vita, dai rapporti amorosi ai manager e ai leader aziendali e politici.

Il problema di chi si confronta con queste strutture narcisistiche è che all’inizio possono essere molto affascinanti e persuasive e spingere sempre di più all’affiliazione e all’assuefazione. In men che non si dica e senza neanche accorgersene, persone particolarmente empatiche si trovano a dover rinunciare sempre di più a se stesse a favore di un partner accentratore. Un’altro nome per i cosiddetti “vampiri energetici”?

Può darsi e a ogni modo la cosa migliore da farsi, se si è una vittima di una situazione simile, è di dare una bella rafforzata all’autostima e di imparare a riconoscere alcune categorie umane dai comportamenti, cosa che, pur generalizzante, può risultare a volte molto utile quando è richiesta prontezza di reazione.

Un altro importante strumento di gestione è il linguaggio, cioè un linguaggio verbale e corporeo chiaro e consapevole per fermare egoismo e propotenza all’inizio del rapporto.

Ma le strutture narcisistiche di leader e manager hanno anche degli aspetti positivi e portano a risultati inattesi. La cosa fondamentale è che le persone che rivestono questi importanti ruoli ne diventino consapevoli e possano imparare a gestirsi lavorando sulla capacità di ascoltare gli altri, di accettare le critiche e di vivere gli insuccessi come percorsi da cui apprendere per migliorare, invece di indossare sempre la tuta da superman o wonderwoman. Così facendo il Narciso si salva metaforicamente da se stesso.

Sul nostro “Narciso” interiore, la capacità empatica, l’autostima, le frasi killer, partner e capi prepotenti ed egocentrici lavoriamo nel seminario “Narciso. Dietro lo Specchio”. Due giornate suddivise in una prima esperienziale con lavoro corporeo e di rappresentazione espressiva, e la seconda di apprendimento e coaching di gruppo per affrontare sitazioni pratiche nella vita e nel lavoro.

Guarda il video e goditi i regali della promozione earlybird:

Prossima edizione febbraio 2019.
• Prenoti entro il 10 di dicembre e hai: In regalo un laboratorio di gruppo per lavorare sulle tue relazioni sia personali che al lavoro e in più il 30% di sconto sulla quota del seminario.
• Prenoti entro il 30 dicembre e hai: il 20% di sconto.
• Prenoti entro il 15 gennaio e hai: il 10% di sconto

scrivi a: info@ilcoaching.net
informazioni: http://www.ottodeit-akademie.com/narciso-dietro-lo-specchio/

 

Emozioni per il cambiamento e test di qualità

Centro Italiano wingwave®

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In arrivo la “Formazione in wingwave Coaching a Milano” dal 29 novembre al 2 dicembre! wingwave il master in Coaching testato tüv e certificato ISO 29993

Per chi?

Sei un Coach, Terapeuta, Trainer, Psicologo, Counselor e Practitioner e stai cercando un nuovo livello per ampliare il tuo set di strumenti? Wingwave Coaching è un metodo evoluto dalla ricerca scientifica in Germania. Diffuso in tutto il mondo sta conquistando  anche l’Italia con i suoi risultati potenti, raggiungibili velocemente e stabili nel tempo.

Cosa è wingwave?

Wingwave è un metodo di coaching, una combinazione di stimolazione bilaterale multisensoriale degli emisferi combinata a un test muscolare di risposta neurofisiologica. Questo intervento è efficace in ogni sfida personale e professionale, a superare limiti e blocchi. Migliora le performance di studenti, e atleti ed è particolarmente apprezzato negli ambienti aziendali e manageriali e nelle professioni performanti. Il wingwave è puntuale e preciso nel…

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Buon giorno paura e senso di colpa, vi ho prenotato un volo di sola andata!

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Puoi immaginare di svegliarti un giorno e i tuoi debiti sono pagati, le tue preoccupazioni sono finite, le persone ostili e critiche ti sorridono e si scusano o ti ringraziano? Ricevi regali e apprezzamenti e i tuoi dissapori di coppia sono finiti. Ti senti in salute e pieno d’energia e il sole splende. Ti guardi indietro e ti chiedi come hai fatto tutto quel tempo, nonostante tutto, a rafforzarti e ad essere presente a te stesso e ai tuoi desideri.
Puoi immaginare di aver realizzato i tuoi desideri e di aver, per esempio cambiato lavoro, esserti trasferito in una nuova meravigliosa città, imparato un’altra lingua e mentre scendi a prendere il caffè e sorridi a gente nuova avere la meravigliosa sensazione che è ti è stata concessa un’altra nuova vita?
Puoi immaginare di aver eliminato dalla tua vita cose e situazioni che ritenevi irrinunciabili e di aver accolto cose e situazioni che ritenevi impensabili?
Puoi pensare di raggiungere questo senza quasi accorgertene perché sei impegnato ad imparare tante cose nuove?
E se ti dicessi che è possibile ed è questione di pratica ci crederesti?
Il nostro peggior nemico è la paura. La maggior parte delle persone ha paura di moltissime cose e per questo si muove solo su un terreno che reputa sicuro secondo le proprie convinzioni, quelle dei propri genitori o dei propri amici e familiari.
Il grande Osho disse che il contrario dell’amore non è l’odio, ma la paura.
Cedere alla paura significa ritirarsi dalla vita prima ancora di viverla.
Un altro grande nemico della vita è il senso di colpa. Il senso di colpa ti sminuisce e ti blocca dall’andare fino in fondo nell’intenzione di vivere secondo i tuoi desideri.
Se sei interessato a questi temi continua a leggere perché c’è un opportunità a portata di mano per sapere di più e per imparare di meglio di quello che sai già o senti in giro.
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Condividere in una giornata insieme quello che ha cambiato me, la mia vita e il mio modo di pensare e gli strumenti che mi hanno risvegliato ad una vita autentica, appassionata, coraggiosa e spesso sorprendente è l’intento di questo corso, più un lavoratorio, un atelier, una fucina, una fabbrica di desideri. Per capire come mai ad un certo punto tante persone smettono di desiderare e cominciano a sopravvivere e per superare quel valico insieme e capire come usare gli eventi sfavorevoli per aumentare la tenacia e l’intenzione. E molto di più, perché c’è un punto in cui con la pratica giusta le cose desiderate succedono davvero, e allora ci si innamora di nuovo della vita ed è pura magia…. Iscriviti entro il 15 ottobre e hai il 50% in regalo. Promozione “50 vale 100”. info@ilcoaching.net

Amore sconosciuto

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Lui torna tardi dal lavoro e le lancia lì una frase fra il distratto e il sarcastico senza guardarla negli occhi e lei si sente ferita. Lei fa finta di niente ma poi s’innervosisce e con durezza tiene il punto su un’altra questione. Lui sente montare la rabbia per la sua chiusura e per il rifiuto.

Perché nei rapporti spesso si ha la sensazione di passarsi accanto senza toccarsi?

C’è un punto in cui varchi la soglia della condivisione e quella stessa soglia la varchi altre volte nella direzione opposta, per sottrarti all’altro. E cosa succede una volta varcata? Smetti di comunicare con l’altro. In quale parte della tua mente vai a finire quando smetti di comunicare con l’altro?

In genere quando ti convinci d’aver ragione e che l’altro/a ha torto, ha vinto il tuo dialogo interno cioè quella voce interna che spiega e giustifica le tue percezioni con dei ragionamenti distorti, parziali e generalizzanti. Le attese disattese, le illusioni disilluse, le conferme disconfermate pesano sul piatto negativo della bilancia.

“Fai sempre così, stai diventando noioso, neanche mi vedi, non mi ascolti mai, sei tu che cominci, io mi aspettavo che … e invece tu …”

Così ti ritrovi solo su un’isola con un ponte interrotto. L’altra persona ti sembra lontana, dall’altra parte, e tutto ciò che era bello o ha perso senso o ti fa male. A questo punto hai chiuso l’accesso al tuo cuore e stai vivendo il tuo film. Sei sulla difensiva o sull’attacco e probabilmente questo ha a che fare con tante esperienze del passato, l’infanzia e la famiglia, la scuola e i primi amori, il rapporto precedente e i colleghi al lavoro, gli amici che tradiscono ma…

Tutto questo passato né ti porterà avanti né ti farà evolvere nel rapporto.

Che cosa puoi fare allora per ricostruire quel ponte?

Fermati subito e comunica le tue emozioni anche quelle negative. Scaccia la paura, le emozioni negative non fanno di te una persona sgradevole o da respingere. Le emozioni sono segnali e messaggi su cui si può lavorare per migliorare la comunicazione e il rapporto. Comunicare l’emozione negativa al tuo partner ha il grande vantaggio di farti restare nella zona della condivisione. Condividere progetti, idee e ragionamenti è importante, condividere le emozioni, anche quelle sgradevoli, è fondamentale. Prenditi cura di ciò che senti e abbi fiducia nel tuo partner.

Se cambi il tuo comportamento vecchio con uno nuovo, sorprenderai il tuo partner che sorprenderà te con una reazione nuova. E potresti realizzare che l’amore non è altro che un meraviglioso sconosciuto.

Teresa Burzigotti Coaching

 

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