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WINGWAVE FOR FRIENDSHIP!

aprile 25, 2014

IMG_0422All’inizio dello scorso novembre ho partecipato ad Amburgo al raduno internazionale del wingwave Coaching sul tema “Coaching interculturale”.
Abbiamo fatto esperienza diretta, nelle sessioni durante il convegno, di come il wingwave aiuti ad abbattere convinzioni limitanti e blocchi emozionali nel contatto fra culture diverse.

Martedì scorso, in autobus, al ritorno dalle vacanze Pasquali,
è successo questo.
A Roma faceva molto caldo e il bus era pieno. Un giovane ragazzo giapponese, si è sentito male più volte e l’autista ha fermato l’autobus. Il ragazzo è stato accompagnato fuori da un gruppo di passeggeri che se ne prendeva cura.
Vedevo questo succedere dal finestrino, mentre stavo parlando al cellulare con un cliente, e ho pensato che c’erano già molte persone intorno a lui, che fra l’altro hanno chiamato un’ambulanza e dunque il mio intervento fosse superfluo.
Poi ho notato che il ragazzo continuava a perdere i sensi e ho deciso di scendere e dare il mio contributo.
Le persone intorno al ragazzo facevano domande per aiutarlo a rimanere cosciente e capire la causa del malessere, ma lui si ritraeva sempre di più in se stesso non riusciva a tirar fuori la voce. Mi sono così avvicinata e ho guidato il ragazzo ai movimenti oculari con un set di wingwave, stimolando poi il Timo con qualche colpetto leggero sul petto. Il ragazzo ha riacquistato presenza e ha connesso il suo sguardo, precedentemente assente, con il mio. Poi ho aperto un pacco di biscotti al cioccolato, che mamma mi aveva infilato nella borsa per il viaggio e gli ho detto di mangiare. Il ragazzo, con una voce flebile, mi ha guardato e ha detto “non posso accettare tutto questo, troppo disturbo”. Ho capito allora che c’era una questione culturale che bloccava la sua ricezione di auto e l’ho abbracciato, poi senza staccare la connessione fisica, tenendo la mia mano ferma sulla sua spalla, gli ho detto “ho tantissimi di questi biscotti, per me troppi, per favore mangia”.
Il ragazzo ha mangiato e ripreso colore, cominciato a parlare e rispondere piano piano alle domande.
Sono risalita in bus dopo averlo abbracciato e il suo sguardo mi ha seguito, ancora una volta, da lontano gli ho detto “mangia, ora!” ha annuito. Intanto arrivava l’ambulanza.
Così, martedì scorso, il wingwave ha fatto la “prova su strada”.
Teresa

In ottobre a Roma una giornata dedicata a conoscere il wingwave.
Per trainer, coach e operatori della relazione d’aiuto, con sessioni life e “assaggi” di questo straordinario metodo, con relatori internazionali e l’esperto di neuroscienze.
La pagina per l’iscrizione è in progress, se vuoi informarti ora, scrivi a: info@ilcoaching.net

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