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Lo strano caso del mio amico Memo Tabican.

gennaio 13, 2015

Blog_changeTi trovi in una città sconosciuta, sei andato a trovare un amico, e alloggi da lui. Così prendi l’auto e vaghi per quella città affascinato e con l’unica meta di godere la vista e il mistero di quest’ambiente nuovo. Hai tutto il tempo che vuoi. Dopo un po’, all’improvviso, senti il bisogno di tornare indietro, al familiare, al noto.  L’espressione di divertito stupore sul tuo viso cambia e la tua fronte si corruccia, la bocca si piega leggermente all’ingiù le pupille si dilatano. Cosa succede?

Ti sei perso! Sei completamente all’oscuro di dove ti trovi. Unica consapevolezza che arriva come un colpo dietro la nuca e un risucchio alla bocca dello stomaco. Ti fermi, accosti l’auto al marciapiede, ti accorgi che è senza targa. Cerchi di capire. Intorno a te una calda luce dorata e aranciata avvolge la città.  È ancora giorno…Sei confuso…, estraniato. Scendi alcuni gradini di marmo  liscio, consumati dal tempo, entri in un antico viottolo. Ci sono pochi locali tipici, sembra una parte della città storica. Ti ricorda vagamente certi vicoli di Lisbona, o forse di Norimberga, ma anche di Roma e Londra.

Nel pub in cui ti infili un giovane gestore ti viene incontro evidentemente incuriosito dalla tua espressione smarrita. Chiedi in un inglese incerto dove ti trovi – “Lymbicton quarter” – risponde. Il nome del quartiere non ti dice nulla e l’accento del giovane tradisce la sua provenienza da qualche paese lontano. Sta dicendo sul serio? Il giovane cerca di aiutarti con le domande: il nome della strada in cui abiti? Il telefono di qualche amico o conoscente? Chi sei, da dove vieni? Qualche informazione utile…..? Così cerchi nelle tasche della giacca…. poi dei pantaloni…. Sono vuote. Ti accorgi che non hai un cellulare con te, non hai nemmeno la patente nè la carta d’identità. Nulla. Rimani lì impietrito perché d’un tratto ti accorgi che non sai da dove vieni, ne cosa stai cercando, e ancora peggio hai dimenticato il tuo nome. –

Ti sembra folle la storia che ho scritto? Non lo è poi così tanto.

Se ci pensi bene tu sei il risultato dell’ambiente che hai conosciuto e che conosci. I tuoi genitori ti hanno dato il nome che ti identifica, l’ambiente e le persone con cui sei cresciuto ti hanno dato affetto, stimoli, parametri, emozioni. Hai costruito e sviluppato su questi sistemi i tuoi valori, le tue convinzioni, le tue certezze e condizionato le tue decisioni.

E ci sono momenti della vita in cui sei messo alla prova e confrontato con sistemi nuovi. A volte il cambiamento lo cerchi tu, a volte ti trova lui. Può trattarsi di un grande cambiamento globale, come quello a cui assistiamo oggi, di una perdita affettiva, un amore che finisce, la perdita di una persona con cui hai condiviso la tua vita, la perdita di un lavoro o il trasferimento in un’altra città. Potrebbe essere una sfida agonistica di alto livello, un’opportunità di lavoro, un nuovo amore, il confronto con ambienti sociali e culturali nuovi, la gestione di una situazione performante per cui ti senti impreparato.

In questi momenti la tua mente e le tue emozioni possono creare dei forti blocchi, e anche se questi blocchi hanno un loro perché, ti senti un po’ come l’amico Memo Tabican, della nostra storia.

Acune fra le possibili manifestazioni dello stress da cambiamento?

  • Attacchi di paura intensi e ripetuti
  • Senso di smarrimento momentaneo e improvviso
  • Insicurezza verso se stessi, verso i propri valori e le proprie convinzioni (ti è mai capitato di dire, non so più chi sono, non so cosa fare, non mi riconosco più, non provo più niente, una cosa vale l’altra?)
  • Mancanza di un piano di azione
  • Mancanza di motivazione
  • Incertezza per la scelta e il processo strategici
  • Mancanza di visione a lungo termine di sé, del proprio ruolo, del proprio scopo

Lavorare con il wingwave Coaching per prevenire questi stati depotenzianti è una scelta eccellente. Perché il wingwave è diretto e veloce in quanto interviene direttamente sul sistema limbico per riportare l’equilibrio mentale ed emozionale e abbattere lo stress, sia quello biografico che situativo. Anche per coloro che si trovano già in questo stato il wingwave può offrire grandi risultati. E’ importante curare la propria mente e le proprie emozioni. Sono la centralina il cui buon funzionamento garantisce il nostro benessere. Vai dal dentista a fare la pulizia dei denti, o dall’oculista a controllare la vista, dal cardiologo per il cuore? Bravo! Fai bene, la prevenzione è sacrosanta! Vai anche a controllare come funziona la tua mente ogni tanto? Ti sembra una battuta? NO, sono seria.

Io lo faccio. Ogni anno faccio un check per verificare se ho tutte le capacità per affrontare le sfide del mio tempo, del mio lavoro, della mia vita e se ho bisogno di nuove abilità. Ricalibro i miei obiettivi, metto in discussione il mio modo di dare e ricevere, il mio modo di amare. E sono una Coach. Lo consiglio vivamente anche a te, scrivilo accanto al tuo oroscopo di quest’anno che sarà sicuramente ricco di fortune. Prenota la tua sessione di wingwave Coaching. Preparati per le tue sfide.

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Il wingwave è un metodo di coaching e come tale non sostituisce nessun tipo di intervento medico e specialistico. La cura e il check di tutti gli aspetti della salute sono fortemente consigliati sempre, e in particolar modo nei periodi di stress elevato e prolungato.

Ispirati al Genio. Vivi con Passione !
Teresa

copyright articolo e foto Teresa Burzigotti

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