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“Il fallimento è rivoluzione”

maggio 6, 2019

Intervento integrale in occasione dell’incontro del 3 maggio per la presentazione del libro di Francesca Corrado, a Roma, Ludoteche Amelie, organizzato dall’Avvocato Maria Antonietta Schettino, con Francesca Corrado, Economista, autrice del libro, Teresa Burzigotti master Coach e Trainer NLC, Francesca Sauro Psicoterapeuta e il Dott. Giovanni Dell’Uomo .

“Quello che sono oggi non è il risultato di ciò che mi è successo ma di come ho reagito agli eventi della mia vita.” Per questo invece di dar spazio alle esperienze dolorose, oggi parla la persona che è oltre quegli eventi, la persona che ha cambiato la percezione di quelle esperienze; la persona che ha liberato se stessa dagli standard comuni della realizzazione e del successo.
La percezione di un fallimento deriva infatti, anche e spesso, da un’aspettativa delusa, da un’illusione disillusa, propria o di altri nei propri confronti. Vale a dire che il dolore per ciò che si sente come una perdita deriva dal fatto che in partenza si pensava di possedere o di controllare la presenza e la stabilità di quella componente, nella propria vita.

“Fallimento” una parola pesante come un tonfo. Nella Programmazione Neurolinguistica diciamo che non esiste errore ma solo feedback. Significa valutare gli eventi come una risposta ai presupposti, alle condizioni, al contesto, alle circostanze, alle interazioni, alle convinzioni, alle emozioni e ai comportamenti. Quella risposta ti da la possibilità di migliorare, di cambiare i presupposti e tutti gli aspetti correlati che è in tuo potere cambiare, per ottenere una risposta diversa, migliore.

Da wingwave Coach agisco sul “linguaggio Vita” e sui campi semantici di una neuromatrice acquisita, per esempio. Ogni persona ha un modo individuale di interpretare il fallimento. Per uno sportivo che ha perso la gara la parola fallimento potrebbe avere come parole associate il nome di uno stadio, di un avversario, di una città e di un giorno della settimana. Per uno studente che non ha superato l’esame le parole associate potrebbero essere il nome del Professore, della materia, del compagno di banco. Così vado a cercare le parole che le persone associano comunemente al termine “fallimento” e trovo un campo piuttosto vasto nell’accezione negativa: inutilità, rinuncia, incapacità, impotenza, essere in balia di…, vergogna, debolezza, mancanza, difetto, insolvenza, umiliazione, tribunale, disastro, perdita, insuccesso, esito negativo, debito, colpa, scorrettezza, fuga, disonestà, inganno… A causa di questo effetto evocativo generico è importante circostanziarla ad un evento specifico e ai suoi aspetti particolari, per poterla ristrutturare con successo nella mente, e attivare così un effetto streaming positivo e potenziante che rivoluzioni definitivamente la generalizzazione linguistica da negativa a positiva. È la magia del linguaggio.

Anche la scienza ormai dimostra ampiamente come le parole creino e condizionino la nostra realtà. Nel 2007, la Prof.ssa Dr.ssa di Neuropsicologia all’Università di Bielefeld Johanna Kiessler, con una ricerca evidenzia come parole con una forte carica emozionale non solo vengano percepite più velocemente ma restino anche più a lungo in memoria nel nostro cervello, sono le buzz words; “parole stop and go” nel Coaching Neurolinguistico, NLC, secondo Besser-Siegmund. Dalla ricerca della Kißler emerge il ruolo dell’amigdala, una piccola struttura a forma di mandorla nel cervello limbico, nell’associare in frammenti di secondi, specifiche parole a emozioni specifiche, mentre il flusso di dati dai sistemi percettivi raggiunge i centri del linguaggio nel nostro cervello. Il Test Miostatico secondo Besser-Siegmund e la ricerca svolta all’Università dello Sport di Colonia dal Dr. Marco Rathschlag dimostrano come le emozioni influenzino la forza muscolare, generando debolezza quando sono negative e forza quando sono positive. Una evidenza importantissima nello sport.

Pertanto è fondamentale interrompere gli schemi di dialogo interno disfunzionali, bloccanti e negativi che impediscono alla persona di attivare un miglioramento dello stato emozionale e di agire con maggiore chiarezza mentale e distacco rispetto agli eventi occorsi.

E le emozioni come sappiamo sono fortemente connesse con le parole. Pertanto quando la parola “fallimento” viene “associata” alla parola rivoluzione si apre la via alle possibilità di cambiamento e alla scoperta dei propri sensori di soddisfazione e di successo.

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